I 5000 Elbani del Museo di Firenze



Premessa
E' il titolo della pubblicazione del 1914 di Federico Millosevich, che riordinò e catalogò le collezioni elbane del museo (divenuto oggi il Museo di Mineralogia dell'Università di Firenze). Come dice il Millosevich «... ho creduto opportuno cominciare da quelle che hanno maggior valore ed importanza scientifica, cioè dalle Collezioni Elbane. Come è noto esse constano, oltreché del materiale esistente nell'antico Museo di Via Romana, anche, e sopratutto, della collezione raccolta dal Cap. R. Foresi e della collezione raccolta dal Prof. G. Roster, ambedue acquistate per il Museo di Firenze.»
Il Museo di Mineralogia di Firenze nasce nel 1878 dallo smembramento dell'Imperial Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Via Romana (dove sono rimaste le collezioni zoologiche e le cere anatomiche) fondato nel 1775 dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Le collezioni più antiche sono quelle raccolte da Francesco I° dei Medici (alcuni reperti risalgono addirittura a Lorenzo il Magnifico) ed ampliate dai suoi successori. In epoca granducale erano custodite agli Uffizi e le collezioni mineralogiche e paleontologiche ebbero un notevole sviluppo sotto Ferdinando II che nel 1669 affidò a Nicolò Stenone (Niel Stensen) l'incarico di riportare a Firenze parte delle collezioni mineralogiche spostate a Pisa da Ferdinando I nel 1596 per la costituzione del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa. Stenone, aggiungendo a quelle gli esemplari da lui raccolti in Italia, Ungheria e Germania, costituì il primo nucleo organico delle collezioni di mineralogia e paleontologia. Inoltre è molto probabile che proprio dallo studio dei minerali elbani Stenone sia arrivato alla formulazione della Ia Legge della Cristallografia (costanza dell'angolo diedro).
La collezione del Capitano Raffaele Foresi fu esposta al pubblico a Portoferraio per poco tempo: il Museo di Raffaele Foresi fu aperto all'inizio del 1873 e chiuse alla fine del 1876, alcuni mesi dopo la sua morte. L'anno successivo l'Istituto di Studi Superiori di Firenze acquistò dagli eredi con l'aiuto di Roster le collezioni per 29.000 lire; acquistò successivamente alcuni pezzi dal Roster fra cui, per 2.600 lire, quello che è senza dubbio il campione più spettacolare mai estratto all'Elba: una geode con 132 tormaline verdi. Nel 1887 infine il Roster cedette tutta la sua collezione all'istituto per 21.000 lire.

L'opera di Millosevich
Nel corso della catalogazione degli esemplari elbani Millosevich (allora direttore del Museo) non si limitò ad inventariare il materiale per specie mineralogica e provenienza, ma ne fornì anche una dettagliata descrizione cristallografica; inoltre nella sua pubblicazione fornisce notizie giacimentologiche sulle località di ritrovamento.
Eliminando le rocce e le 2 specie non valide sono elencate 89 specie mineralogiche, quindi la maggioranza delle specie rinvenute ad oggi all'Elba.
La pubblicazione è reperibile oggi con difficoltà sul mercato antiquario. Nel 1978 ne è stata effettuata una ristampa dalla Reprint di Milano, ma non ne conosco la reperibilità.

La collezione attuale
Consta ad oggi di circa 6000 esemplari, essendosi aggiunte nel corso degli anni donazioni ed acquisizioni. Purtroppo alcuni esemplari storici (le piriti in particolare) si sono deteriorati in modo irreparabile per cause naturali ed altri hanno subito danni (fortunatamente non gravi) nel periodo bellico.
E' ovvio che non sono esposti tutti al pubblico, ma non è altrettanto ovvio l'esiguo numero degli esemplari esposti, se non si è mai visitato il Museo di Mineralogia dell'Università di Firenze e ci si è così resi conto dello spazio che ha a disposizione.
Venti anni fà fu lanciata l'idea di creare a Firenze il Museo Nazionale di Scienze Naturali, vista l'importanza a livello mondiale delle collezioni dei musei scientifici fiorentini, ma naturalmente, dato il vivissimo interesse dei politici italiani per la cultura in genere e per quella scientifica in particolare (del resto comprensibile visto che la maggioranza di loro non sa neanche cos'è anche se parla della necessità dell'innovazione tecnologica per la competitività delle nostre imprese), la cosa è rimasta un'idea.
Nella mia sezione Link troverete anche il Museo di Mineralogia fiorentino, che possiede un sito web ben fatto e meritevole di una visita.




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