| Premessa La Penisola di Calamita costituisce la parte meridionale dell'Elba orientale ed è nel comune di Capoliveri. E' formata dagli Gneiss di Calamita, rocce metamorfiche paleozoiche che affiorano in tutta la parte a SE della linea Morcone-Naregno; a questi nella zona della Miniera di Calamita è sovrapposto un lembo di calcari dolomitici cavernosi (Norico-Retico), spesso trasformati in skarn, con al tetto calcari massicci saccaroidi ("marmi") del Lias inferiore. Altri skarn sono presenti al Ginevro ed a Sassi Neri, dovo sono le altre due miniere della penisola. Inoltre gli Gneiss sono interessati da numerosi filoni aplitici (maggiormente nella parte orientale) legati, come gli skarn, al plutone di Porto Azzurro. La termalità delle mineralizzazioni non è omogenea: mentre a Sassi Neri ed al Ginevro la Magnetite è autigena a Calamita è spesso di origine secondaria, pseudomorfa di Ematite. La Miniera di Calamita è l'unica raggiungibile in auto, in quanto è attraversata dalla strada comunale Capoliveri-Fattoria dei Ripalti; il tratto da quest'ultima a poco prima di Straccoligno è strada privata chiusa da sbarre e percorribile solo a piedi. | ![]() |
La Miniera di Sassi Neri
A soli m. 4 s.l.m. è raggiungibile o via mare o a piedi in circa 2 km da dove si lascia l'auto dalla parte di Straccoligno. La miniera è stata aperta nel 1935 e l'attività è terminata nel 1980. La parte a monte si è esaurita prima, nel 1958. Attualmente il fondo dell'escavazione è occupato da un laghetto.
Il minerale utile era Magnetite, accompagnata da scarsi solfuri (Pirite e Pirrotina); nello skarn, oltre a Epidoto, Orneblenda ed Ilvaite, è presente la Ferropargasite (visivamente indistinguibile dalla Hedebergite); sono stati trovati anche Goethite, Quarzo, Melanterite e Diopside.
Nel 1974 in un filone aplitico è stata rinvenuta una paragenesi di tipo alpino con Adularia, Anatasio, Titanite, Tormalina nera e Tremolite.
|
La Miniera del Ginevro (m. 14-57 s.l.m.) Lo sfruttamento minerario è avvenuto in due fasi: dal 1928 al 1969 a cielo aperto sino a Q. 14, dal 1969 al 1981 in galleria fino a m. 54 sotto il livello del mare dove è situato l'impianto di frantumazione del minerale (la profondità massima è -94). Lo sfruttamento in galleria (accesso a quota 6) si è svolto su due fronti di escavazione, il Nord ed il Sud (quest'ultimo localizzato al di sotto del fondo dello scavo a cielo aperto) lasciando due enormi cavità; successivamente la coltivazione sarebbe continuata fino ad unire i due fronti. La miniera non è esaurita, ma è considerata in stand by. Il minerale utile è Magnetite (raramente in cristalli) associata a skarn sia ad anfiboli (Ferropargasite), sia a pirosseni (Hedenbergite ed Ilvaite). Nelle vene aplitiche iniziali sono presenti Andalusite e Tormalina (come all'Isolotto di Ortano), mentre in quelle della fase idrotermale terminale è presente una paragenesi di tipo alpino. Oltre a quelli già citati sono stati rinvenuti Anatasio, Quarzo, Siderite, Scheelite, Adularia, Andradite, Clinocloro, Diopside, Epidoto, Flogopite, Pennina, Spessartite e Tremolite. Da segnalare la presenza di granati in cui il nucleo centrale è spessartite e l'esterno andradite con tutti i passaggi intermedi. Galleria fotografica |
![]() |
|
![]() |
La Miniera di Calamita
E' la miniera più grande della penisola ed anche la più antica. Si hanno notizie dell'estrazione di magnetite già nel 1400, ma fino alla fase moderna di estrazione (fine '800) si coltivavano le coltri superficiali di "terre ferrifere", ovvero le coltri limonitiche di alterazione.
L'area mineraria, attraversata a quota 165-176 dalla strada comunale, si estende dal Fosso del Salcio ad Ovest fino a Punta Rossa compresa ad Est e va dal livello del mare finoa circa m. 300 di quota. E' suddivisa in vari cantieri, alcuni dei quali esauriti da tempo, non tutti della stessa importanza mineralogica: tutte le mineralizzazioni sono formate da lenti di Magnetite e subordinatamente Ematite con scarsi solfuri associate a skarn intercalate quasi tutte nei calcari (solo a Le Piane e in parte a Macei basso negli gneiss), ma in alcune zone sono presenti mineralizzazioni a Rame od a Cobalto ed è a quest'ultime ed ai numerosi minerali di alterazione che si deve il notevole numero di minerali, tra cui 2 nuovi, rinvenuti a Calamita.
![]()
Albaroccia - (260-302 m. s.l.m.) - E' il cantiere più elevato e più settentrionale della miniera, sul versante sud di Poggio Polveraio; è stato sfruttato dal 1880 per l'estrazione di Limonite e Magnetite fino all'esaurimento del filone. Lo skarn è ad Hedenbergite ed Ilvaite e vi sono state trovate anche Pirite (cubica) e Goethite.
![]()
Nuova Zona - (230-270 m. s.l.m.) - Immediatamente a sud di Albaroccia, tra questo e Macei alto, è il cantiere più recente (dal 1958 al 1981). Il minerale utile è Magnetite, ricoperta da skarn ad Hedenbergite ed Ilvaite che al confine con Macei diviene ad Andradite; minerali accessori Pirite (spesso ben cristallizzata) e Quarzo. E' presente anche Hastingsite (indistinguibile ad occhio dalla Hedenbergite) ed è in quest'utima che sono stati rinvenuti cristalli di Magnetite ed Ilvaite. E' presente anche Goethite e Quarzo ametistino massivo ed al confine con Macei una fascia di alterazione di minerali di rame con Malachite, Calcantite, Gesso.
![]()
Macei - (60-280 m. s.l.m.) - E' uno dei cantieri più importanti diviso in due (Macei Alto e Macei Basso) a quota 176 dalla strada comunale; Macei Basso è esaurito da tempo mentre a Macei Alto l'attività è stata sospesa a metà degli anni '70. Anche qui il minerale utile è Magnetite (spesso pseudomorfa di Ematite) coperta da skarn prevalentemente ad Hedenbergite ma che in una parte di Macei Alto è costituito invece da una granatinite con cristalli di Andradite; sono presenti inoltre minerali di rame.
In questo cantiere nel 1957 Garavelli ha scoperto la Bonattite; vi sono stati inoltre ritrovati Arsenopirite, Blenda, Bornite, Calcosina, Calcopirite, Pirite, Goethite, Opale, Calcantite, Copiapite, Epsomite, Esaidrite, Fibroferrite, Gesso, Jarosite, Melanterite, Pisanite, Starkeyite, Epidoto, Hastingsite.
![]()
Civetta - (176-232 m. s.l.m.) - E' il cantiere più orientale della parte alta (soprastrada) ed è esaurito da parecchio tempo. Vi sono state coltivate "terre ferrifere" e Limonite.
![]()
Punta Rossa - (0-176 m. s.l.m.) - E' il cantiere più orientale della parte bassa (sottostrada); l'escavazione è cominciata nella parte alta nel 1880 ed è proseguita verso il basso portando all spianamento di Punta Rossa; la parte alta è esaurita mentre nella parte bassa l'estrazione è proseguita fino al 1981. Il minerale utile era prevalentemente Limonite, secondari Magnetite ed Ematite. Vi sono stati ritrovati anche Marcasite, Pirite, Opale, Calcite e Gesso (quest'ultimo anche in cristalli di 15 cm.).
![]()
Polveraio - (180-230 m. s.l.m.) - Confina a nord e ad est con Macei Alto e ad ovest con Coti Nere; già attivo nel 1884 all'inizio degli anni '70 era già esaurito. Il minerale era Magnetite con Ematite e Limonite e lo skarn era prevalentemente andraditico. Vi sono stati rinvenuti Opale, Copiapite, Fibroferrite, Gesso, Spessartite.
![]()
Area Polveraio-Macei Alto - Con questa indicazione sono segnalati da Stohschneider (1973) Hessonite, Jarosite e Minguzzite.
![]()
Coti Nere - (165-203 m. s.l.m.) - E' il cantiere più occidentale della parte alta (soprastrada) ed è stato sfruttato dal 1880 alla metà degli anni '70 per l'estrazione di Limonite e terre ferrifere; oltre a queste sono presenti Goethite ed Ematite.
![]()
Le Piane - (110-158 m. s.l.m.) - E' il cantiere più occidentale della parte bassa (sottostrada); è uno dei più antichi e si è esaurito nel 1970.
![]()
Vallone - (0-167 m. s.l.m.) - Assieme alle Francesche (successivamente inglobato) è il cantiere più antico di Calamita; inizialmente si sfruttava la parte superficiale (terre ferrifere, Limonite e solo in parte Magnetite) ma con l'inizio della coltivazione moderna (attorno al 1880) il minerale estratto è Magnetite con accessori Limonite, terre ferrifere, Ematite. Le Francesche si sviluppava anticamente sul lato occidentale della Punta della Calamita, dal mare fino a circa quota 110 con andamento SW-NE, mentre il Vallone era sul lato orientale della punta; in seguito il Vallone si è esteso, tanto da dividerlo in Vallone basso e Vallone alto, e quest'ultimo ha sopravanzato le Francesche verso ovest.
Nella zona dal "Palazzo" (gli uffici della miniera) a Punta Bianca-Punta Calamita sono presenti mineralizzazioni di Rame e di Cobalto già note nel 1862 (Bombicci) e nel 1875 (Roster); altre mineralizzazioni di Cobalto sono presenti nella parte centrale del Vallone alto. Nella parte orientale si trova il "Piano delle Patate" dove Garavelli nel 1955 ha scoperto la Minguzzite. Altre località note del Vallone sono la "Grotta Rame" e la "Grotta dell'Ebreo" (entrambe distrutte dall'avanzamento degli scavi).
Oltre ad essere il cantiere più grande della miniera è anche quello che ha fornito il maggior numero di minerali: Rame, Zolfo, Bornite, Calcopirite, Lollingite, Pirite, Skutterudite, Atacamite, Clinoatacamite, Connellite, Paratacamite, Cuprite, Goethite, Limonite, Magnetite, Quarzo, Quarzo ametistino, Quarzo citrino, Quarzo prasio, Wad, Aragonite, Azzurrite, Calcite, Cobaltocalcite, Dolomite, Malachite, Siderite, Amarantite, Bieberite, Brochantite, Calcantite, Cianotrichite, Copiapite, Epsomite, Gesso, Jarosite, Krohenkite, Natrochalcite, Natrojarosite, Eritrite, Farmacosiderite, Tirolite, Allofane, Crisocolla, Dioptasio, Epidoto, Kaolinite, Plancheite, Humboldtina (oxalite) e Minguzzite. Da notare in particolare i solfati (ben 12) e i 2 composti organici.
![]()
La mappa dei cantieri della Miniera di Calamita è stata ridisegnata da quella pubblicata in: Calanchi, Dal Rio, Prati - Miniere e Minerali dell'Elba orientale - Tip. Cacciari, Bologna, 1976 e rispecchia lo stato della miniera nel 1974.
Galleria fotografica