Premessa
In realtà la miniera che sovrasta l'abitato di Rio Marina è la Miniera di Rio; all'epoca Rio (ora Rio nell'Elba) era il centro abitato mentre Rio Marina era solo un porticciolo di pescatori. Ma lo stabilirsi a Rio Marina dell'Ufficio delle Miniere e lo sviluppo dell'attività portuale l'ha portata ad essere un centro autonomo e successivamente un comune autonomo.
Oltre alla Miniera di Rio fu aperta l'altra, quella di Rialbano, poco più a Nord.
Lo sfruttamento delle miniere di ferro dell'Elba nordorientale è incominciato molto tempo fa: le prime documentazioni storiche ed archeologiche sicure risalgono agli Etruschi.
In entrambe il minerale principale è l'Ematite ed in misura minore la Limonite da essa derivata; è presente come minerale accessorio la Pirite, oltre a quantità minori di altri solfuri. Questo è stato in passato un elemento importante in quanto è molto più semplice ottenere ferro da un ossido (o un idrossido) abbastanza puro (residui di zolfo danneggiano gravemente la qualità del ferro).
In entrambe le miniere è vietato l'accesso ed inoltre sono incluse nella zona Parco Nazionale, per cui la raccolta dei minerali è vietata due volte. Se si vuole evitare il rischio di trovarsi davanti al Pretore è meglio limitarsi ad ispezionare le vecchie discariche sul mare, raggiungibili dalle spiaggie accessibili al pubblico (Fornacelle, Cala Seregola, Topinetti, Ripabianca) con faticose escursioni su massi; in qualche caso può darsi che ci si trovi in area vietata ma non è dato saperlo perché mancano i cartelli di perimetrazione previsti dalla legge.
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A sinistra sono riportate porzioni della Carta Geologica 1:50.000 del Lotti del 1885 (rilev. 1882 in 1:10.000); anche se i nomi delle formazioni sono in qualche caso cambiati e le attribuzioni cronologiche sono state quasi tutte riviste è sempre valida dal lato litologico ed inoltre documenta lo stato della zona minieraria prima degli ultimi 180 anni di attività.
Cliccando le carte si ha l'immagine ingrandita; se volete stamparle potete fare i download indicati: la stampa alle dimensioni memorizzate è alla scala 1:50.000 con risoluzione 300dpi e corrisponde ad una larghezza di cm. 11,04; fate salva su disco e poi inserite ogni coppia in un A4 orizzontale (ad esempio con MS Word).
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| pm1 Formazione della Verruca; pm2 Quarziti di M.Serra; i Calcare cavernoso; l1 Calcare massiccio l2 Calcare ammonitico; l3 Marne a Posidonia | |
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Fornacelle (o Le Fornacelle) - (30-90 m s.l.m.) E' il cantiere più settentrionale e, volendo essere rigorosi, non fa parte della miniera di Rioalbano. E' stato attivo per l'estrazione di Ematite dal 1950 fino all'esaurimento nel 1968. Furono eseguiti anche lavori in galleria per seguire il filone, ma con scarsi risultati. Vi sono stati trovati, oltre ovviamente ad Ematite e Limonite, Blenda, Pirolusite, Pirite cuprifera, Calcosina, Malachite ed Azzurrite, ma localizzati in una zona centrale del cantiere successivamente distrutta dall'escavazione. Oltre che nelle discariche verso il mare il materiale con impurità rameiche fu depositato nei ripiani più bassi del cantiere Venezia. Lavori di sbancamento di quest'ultime discariche eseguiti nel 1972 hanno fornito blocchi di Limonite con Malachite aciculare ed Azzurrite in cristalli. |
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Monte Calendozio - (190-230 m s.l.m.) - E' il cantiere più grande; lo sfruttamento moderno è iniziato attorno al 1860 ed è entrato in esaurimento all'inizio degli anni '70 anche se per qualche tempo i lavori sono proseguiti con il recupero delle terre ferrire residue delle lavorazioni più antiche. I minerali principali erano Ematite e Limonite con accessori Pirite, idrossidi di Manganese, Ocra e Goethite. Agli inizi confinava ad est con il cantiere Giuncaia, successivamente inglobato. Venezia - (70-100 m s.l.m.) - Attivo dal 1920 fino all'esaurimento nel 1960 per l'estrazione di Ematite e Limonite; minerale accessorio la Pirite. Contiguo ad esso ad ovest il piccolo cantiere Roma (100 m. s.l.m.), esurito nel 1950. Puppaio - (70-100 m s.l.m.) - L'attività moderna è iniziata nel 1880 ed è stato il più longevo dei cantieri di Rioalbano essendo entrato in esaurimento alla metà degli anni '70; i minerali estratti erano Ematite e Limonite. Pistello - (80 m s.l.m.) - E' stato il cantiere più importante, attivo dal 1900 all'esaurimento nel 1954 per l'estrazione di Ematite e Limonite. La mineralizzazione, della potenza di una ventina di metri, era accompagnata al tetto da Magnetite con i solfuri alla base. Vi furono ritrovati (oltre alla Magnetite) Rame nativo, Azzurrite, Quarzo e Calcite. Nel 1942 inglobò a nord l'attiguo cantiere Grattarino. Contiguo a Pistello dalla parte del mare si trova il cantiere di Cala Seregola. Non è mai stato un cantiere di estrazione, ma solo di accumulo, trattamento ed imbarco del minerale. E' presente una mineralizzazione ad Ematite trovata nel 1950 con una galleria di saggio di 300 metri a quota 6, ma troppo limitata per essere sfruttabile. |
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| Le Conche - (50-120 m s.l.m.) - Situato alla base settentrionale di Monte Giove e separato dagli altri cantieri è stato attivo dal 1940 al 1968, sia a cielo aperto, sia in galleria a quota 7, 39 e 80. La mineralizzazione, lunga circa 900 metri con una potenza variabile da 10 a 40 metri, era ad Ematite e Limonite con Pirite al letto. Vi sono stati trovati anche Siderite e Pirolusite. Il fondo dello scavo è oggi occupato da un laghetto dalle acque acide e rosse per gli ossidi di ferro. Lungo le rive sono presenti Melanterite ed altri solfati di alterazione. | ![]() |
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| si scisti di Rio Marina; pm1 Formazione della Verruca; pm2 Quarziti di M.Serra; i Calcare cavernoso | |
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I Cantieri più antichi sono quelli posti a quote più basse, quali Bacino e Vigneria; con l'inizio dello sfruttamento moderno la coltivazione è avvenuta a cielo aperto per abbattimento di fronti creando la attuale morfologia a gradoni. Sono state inoltre sfruttate le antiche discariche etrusche e romane in quanto ancora ricche di minerale utilizzabile. Nella coltivazione dell'ultimo secolo si sono sfruttati i vari cantieri in maniera intensiva fino all'esaurimento del filone o fino a quando la percentuale di pirite presente non ne permetteva più la separazione dal minerale utile; successivamente molti cantieri sono stati ricoperti dalle discariche dei cantieri successivi ed inoltre alcuni ritrovamenti di minerali particolari sono avvenuti nella fase iniziale di sfruttamento dei cantieri, quindi in zone della mineralizzazione ormai rimosse. La possibilità di trovare buoni campioni è ovviamente molto più remota di quando benne e ruspe smuovevano tonnellate di materiale: allora bastava avere gli occhi buoni, oggi ci vuole molta fortuna. Le mineralizzazioni sono al contatto tra Scisti di Rio Marina e Verrucano fuorché nei due cantieri occidentali dovo sono al contatto tra Verrucano e Calcare cavernoso. |
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Bottaccio - (135 m s.l.m.) - chiamato anche Sanguinacci per l'abbondanza di ocra rossa è uno dei più antichi e si è esaurito in breve tempo; ospitò uno dei primi rudimentali impianti di lavaggio del materiale minuto. Filon basso - è stato attivo dal 1912 al 1965 ed il minerale utile era Ematite. Il corpo minerario principale era la prosecuzione di quello presente nella parte settentrionale del Bacino. Oltre alla Pirite vi sono stati trovati Quarzo e Calcite. Antenna - (140 m s.l.m.) - è stato uno dei cantieri più produttivi fino all'esaurimento del filone nel 1950. I minerali utili erano Ematite e Limonite, ma ha fornito campioni, oltre che di Pirite, di Magnetite, Blenda, Galena, Calcite, Malachite, Cerussite, Pickeringite e Zolfo. Attualmente si presenta come un vasto pianoro essendo stato ricoperto da discariche di sterili di Valle Giove. Falcacci - (164-175 m s.l.m.) - detto anche Cavacce è stato sfruttato intensivamente dal 1890 al 1962 per l'estrazione principalmente di Ematite e Limonite e per un certo periodo anche Galena e Bismutinite. Oltre naturalmente alla Pirite vi sono stati trovati Bismuto nativo, Bismutite, Bismoclite, Calcopirite, Malachite, Cerussite, Anglesite, Smithsonite, Melanterite, Calcite e Gesso. Piè d'Ammone - attivo dal 1870 al 1969 è situato al margine occidentale della miniera e vi è stata estratta principalmente Limonite. Ha fornito ottimi campioni di Goethite (anche iridescente) e di Calcite "dorata". Rosseto - (153-190 m s.l.m.) - situato a Nord di Piè d'Ammone è il cantiere più occidentale ed è stato attivo dal 1860 al 1955 per l'estrazione della Limonite; conteneva anche concentrazioni di Galena argentifera che sono state oggetto di sfruttamento ed attualmente è ricoperto da discariche. Vi è comune la Jarosite e vi è stata rinvenuta come rarità la Beraunite. Pozzofondi - è stato attivo dal 1850 per l'estrazione di Ematite e Limonite fino all'esaurimento del filone nel 1955 ed è stato uno dei cantieri più importanti; attualmente è ricoperto dalle discariche di Valle Giove. Zuccoletto - è stato attivo dal 1860 al 1950; il minerale utile era l'Ematite, associata con Pirite e Quarzo. Attualmente è ricoperto da discariche di sterili di Valle Giove. |
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Valle Giove - (100-210 m s.l.m.) - è il cantiere più grande e più recente della Miniera di Rio essendo iniziato lo sfruttamento intensivo solo nel 1950; era stato oggetto di scavi già dalla fine dell'800 ma non era stato considerato molto produttivo. Si presenta come un grande anfiteatro con gradoni di circa 10 metri che ad una certa altezza si ricongiunge a Sud con Zuccoletto. La zona a maggior mineralizzazione (Ematite) è sul lato Nord ed oltre al primo gradone si osserva su quelli di quota 130, 140 e 150. Ha fornito buoni campioni di Ematite e Pirite ed anche Blenda, Galena, Bismutinite, Quarzo. Inoltre è l'unico in cui siano stati tovati Adularia, Epidoto, Clorite, Fluorite, Barite e Quarzo prasio (varietà di colore verde). |
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